MOMENTO FLETTENTE

La libertà illustrativa nell’arte è sinonimo di conquista.

La crociata dell’Artista ab illo tempore per affermare la propria dignità intellettuale e autoriale offre tutt’ora margini di riflessione esemplari per chi si affaccia a questo mestiere, l’unico al mondo che non si può scegliere, e per rievocare il bisogno umano e viscerale di sognare. Affatto scontato.

Se consideriamo il mondo antico, il ruolo dell’arte era certamente più funzionale e legato ad una simbologia precisa, dalle forme canoniche e codificate da uno studio selettivo del mondo naturale: le licenze artistiche si intravedevano maggiormente negli apparati decorativi, comunque ancorati ad un sapere matematico. La grottesca liberò piccole voglie immaginifiche, ma marginali. Nel medioevo si ha il primo autentico guizzo di fantasia, dovendo, per volere ecclesiastico a scopo di monito, rappresentare il Male. Non esisteva una vera e propria iconografia a riguardo, per cui in numerosi casi fu l’artista a escogitare virtuosi stratagemmi formali.
Nacque, in sostanza, un microcosmo visivo che dava volto a storie e leggende riuscendo a rendere più plastico e meno lirico addirittura il lavoro dei letterati, contribuendo ad alimentare l’ingordo immaginario collettivo.
L’evoluzione del ruolo dell’artista e l’importanza crescente del suo universo fantastico ha portato innovazioni e deformazioni nel campo estetico, tramutando il gusto e il senso della bellezza in una miriade di relazioni sociali: è la storia del mondo.

Premeva offrire questo preludio storico-romanzato per introdurre il lavoro così genuino e ricco di Pietro Desirò, caricando l’eredità che raccolgono le giovani promesse artistiche. Fedele ad un percorso di studi impregnato di tecniche calcografiche, Desirò conduce la sua sfrenata fantasia verso un astrattismo lucido e meticoloso, abbondante di segni. Distaccandosi da una precedente ricerca anatomica e narrativa, sorge il bisogno di un formalismo più liquido e impalpabile, ma accuratamente legato alla linea, alla traccia, sinonimo di un percorso fisico e temporale che l’autore sta affrontando; già introducendo i primi passi nella mostra si assapora la padronanza del tratto e un continuum quasi musicale, una partitura circolare a servizio di una libertà espressiva gradevolmente capricciosa. Nel flettere il segno inciso in interventi sempre più dinamici e sperimentali, non si poteva eludere dal fascino della casualità, rappresentata dalle bruciature di acido sulla carta e dalle barbe grafiche, impossibili da controllare, donando un tocco cromatico ed innalzando la composizione ad un tono più elaborato e multisensoriale. Il mondo di Desirò, geometricamente fiabesco, mostra chiaramente un’intenzione plastica, scultorea, quasi vivente, slanciandosi dalla carta drasticamente e animandosi in maniera sensibile e concreta, data la presenza di allestimenti video, sulla scia delle soluzioni di Escher, non per caso abile calcografo.

La forma cubica riecheggia il senso rigoroso proprio di ogni incisore, nonché la modularità sviluppata dalla tecnica, con qualche piccola licenza ludica, ma in linea con l’intuizione materica che quest’arte suggerisce, senza scomodare tutta la cultura artistica a riguardo, da Mondrian a Malevic a Munari. Il ritmo incalzante e frenetico si prende, proseguendo, una giusta pausa, un «flashback» se si preferisce, nel mezzanino con il torchio calcografico, esibendo un lavoro datato ma significativo, uscente da quel mondo acquatico e surreale sviluppato da Desirò agli esordi, in odore di Lovecraft, piuttosto interessante nella sua metateatralità di rappresentare il processo di stampa, sintetizzando nel piccolo spazio pertinente tutta l’escalation della mostra. Finale doveroso, le forme elicoidali che sublimano il movimento della ruota del torchio, un moto più gentile e cadenzato nonostante l’asprezza delle forme, quasi ipnotico, la bellezza di medusa che ci pietrifica senza che ce ne accorgiamo.

Momento Flettente – Text of Luca Sposato

The freedom in the illustrative art is synonymous with conquest.

The Crusade Artist from the time assert his intellectual dignity and authorial style, offers room for examples of reflection for people who are in this profession, the only one in the world that you can not choose, and to recall the human need to a visceral dream. By no means assume. 

If we consider the ancient world, the role of art was certainly more functional and linked to a specific symbolism, the canonical form and encoded by a selective study of the natural world: the artistic license he could see better in the decorations, still anchored to a knowledge mathematical. The Grotesque freed imaginative and small desires, but marginally. In the Middle Ages it was the first real flash of imagination, having, for want of warning to the ecclesiastical order, representing Evil. There was a real iconography about it, so in many cases it was up to the artist to come up with virtuous formal stratagems. He was born, in essence, a visual microcosm that gave face to stories and legends managing to make more plastic and less lyrical even the work of writers, helping to feed the voracious collective imagination. 

The evolution of the artist’s role and the increasing importance of his fantastic universe resulted in the aesthetic field innovations and deformation, turning the taste and the sense of beauty in a host of social relations in the history of the world. 

He pressed to offer this historical-fictional prelude to introduce the work so genuine and full of Pietro Desirò, uploading the legacy that gather young artistic promise. Faithful to a path steeped in technical studies of the intaglio technique, Desirò leads his wild imagination to a lucid, abstract, meticulous and abundant etchings. Departing from a previous anatomical research and narrative, it is the need for a more liquid formalism and impalpable, but thoroughly tied to the line, track, synonymous with a physical and temporal route that the author is addressing; already introducing the first steps in the show is savored mastery of line and an almost musical continuum, a circular score in the service of freedom of expression pleasantly whimsical. In flex the sign engraved is increasingly dynamic and experimental interventions, it could not evade from the randomness charm, represented by acid burns on paper and from the graphic burrs, impossible to control, giving a touch of color and raising the composition to a more elaborate and multi-sensory tone. Contingency given environment, for its empirical and laboratorial nature, where the works reveal at times a chameleon-like character, recovering the body and brown crispness of certain walls in a vibrant game. The world of Desirò, a geometric fairytale, clearly shows an intention plastic, sculptural, almost living, drastically rushing from the paper and moving in a way that is sensitive and concrete, given the presence of video equipment, in the wake of Escher solutions, not by chance but a skillful calligrapher. 

The cubic shape echoes its rigorous sense of each printmaker, and modularity developed by technology, with a few playful license, but in line with the material intuition suggested by this art, without disturbing the entire artistic culture about it, Mondrian to Malevich to Munari. The fast-paced and frantic take, continuing a proper break, a “flashback” if you prefer, in the mezzanine with the printing press, exhibiting a dated but significant work, retiring from that aquatic world and surreal developed by Desirò the beginning, a reminisce of Lovecraft, pretty interesting in its metatheatricality to represent the printing process, summarizing relevant in the small space all the escalation of the exhibition. For the finale, the helical shapes that sublimate the movement of the press wheel, a kinder motion and rhythmic despite the harshness of forms, almost hypnotic, the beauty of jellyfish that petrifies us without our realizing it.

Collana “Libri ad Arte”

Progetto e realizzazione Cartavetra

opere di: Pietro Desirò

testo: Luca Sposato

60 copie numerate – carta Materica Fedrigoni 180gr/250gr – font Din Next pro – dimensioni libro chiuso 14.0×21.0 cm ca.

Stampato da Tipografia Artistica Fiorentina