Gli elementi del disastro

L’artista romano, classe ’87, ha arricchito la sua formazione accademica tra l’Italia e il Regno Unito. Durante il suo percorso le sue opere sono state acquisite all’interno della Ingram Collection UK e della collezione privata dei Musei Vaticani, ha assistito il maestro Pizzi Cannella e oltre a partecipare a programmi di residenza esteri ha recen- temente collaborato con la compagnia DOM durante la realizzazione di diversi progetti espositivi e teatrali.

La selezione di opere presentata da Cartavetra spazia tra pittura e scultura, senza mai abbandonare il concetto primario di matrice che costituisce uno dei punti d’origine del lavoro di Cleri Polidori, e grazie al quale le forme creano un dialogo circolare. Stratificazioni e impressioni, un’analisi della materia: è ciò che emerge dall’attività dell’artista, che durante le sue passeggiate nella pineta di Castel Fusano, sprofonda tra gli elementi di un disastro, raccogliendo immagini e frammenti di corpi segnati, consu- mati, divenuti impronta.

Mette insieme, pezzo per pezzo, imprime nella materia, con l’attenzione di chi si ap- presta a realizzare il proprio Kintsugi, analizzando ogni punto, ogni costante, ogni in- servibilità che diviene ricordo. Il percorso espositivo si configura come un sentiero tra gli effetti del caos confitti nella struttura, paragonabili ai nostri strappi interiori, alle rotture che conserviamo gelosamente, grazie alle quali siamo ripartiti, siamo cambiati, permettendo alle nostre radici di trovare uno spazio per andare avanti o per potersi fermare.